Biennale Arte 2026, il suono dell’Università di Padova anima il padiglione argentino

Il Centro di Sonologia Computazionale firma l’esperienza immersiva dell’opera di Matías Duville all’Arsenale di Venezia

Alla Biennale Arte 2026 il linguaggio dell’arte si fa anche suono. La Università di Padova entra in scena con il contributo del Centro di Sonologia Computazionale del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, protagonista del progetto sonoro del Padiglione argentino all’Arsenale di Venezia.

Il team padovano firma infatti la dimensione acustica di “Monitor Ying Yang”, installazione site‑specific dell’artista argentino Matías Duville, pensata come un ambiente immersivo e attraversabile.

L’opera trasforma lo spazio espositivo in un paesaggio sensoriale, costruito con oltre 20 tonnellate di sale bianco che diventano superficie viva e mutevole. Un ambiente che il visitatore non si limita a osservare, ma attraversa fisicamente, tra segni, tracce e disegni a carbone che emergono dal bianco, evocando mappe fragili e geografie instabili.

In questo contesto, il contributo del Centro di Sonologia Computazionale diventa decisivo per la costruzione dell’esperienza immersiva: il suono non accompagna soltanto l’opera, ma ne modella la percezione, amplificando la dimensione emotiva e percettiva dell’installazione.

Un intervento che conferma il ruolo della Università di Padova nel dialogo tra ricerca scientifica e linguaggi contemporanei dell’arte, portando la sperimentazione sonora dentro uno dei contesti espositivi internazionali più rilevanti.