Nuove norme regoleranno la profilazione degli utenti web, ovvero l’impiego di cookie da parte dei siti. Dal 3 Giugno 2015, infatti, entrerà ufficialmente in vigore il provvedimento “Individuazione delle modalità semplificate per l’informativa e l’acquisizione del consenso per l’uso dei cookie”, emanato dal Garante per la Privacy lo scorso anno.

Chiunque sia proprietario di un sito web che utilizza cookie di profilazione dovrà quindi mettere in regola le proprie pagine, per evitare di incorrere nelle severissime sanzioni previste.

Come adeguare il proprio sito

I siti che utilizzano cookie di profilazione dovranno obbligatoriamente presentare, all’apertura della pagina, un banner. Esso dovrà avere le seguenti caratteristiche:

  • essere molto evidente. Per chiuderlo, dovrà essere richiesta un’azione dell’utente;
  • specificare che vengono utilizzati cookie di profilazione;
  • avere un pulsante per il consenso specifico o, in alternativa, precisare che se si continua la navigazione si sta accettando l’impiego di cookie di profilazione. E’ importante precisare che la registrazione dell’utente a un servizio, come la newsletter, non può essere condizionata al rilascio del consenso anche per altre finalità, come l’installazione dei cookie;
  • contenere un link all’informativa completa. Questa dovrà:
  1. specificare le finalità dei cookie installati dal sito;
  2. dare all’utente la possibilità di selezionare o deselezionare i singoli cookie;
  3. informare l’utente sull’impiego di cookie di terze parti;
  4. informare l’utente su come modificare le impostazioni del browser per rifiutare tutti o alcuni cookie.

Prima di iniziare il trattamento dei dati, è obbligatorio effettuare la Notifica al Garante, tramite un apposito modulo disponibile sul sito del Garante Privacy. Il fornitore del servizio deve nominare gli Incaricati del Trattamento, ed, eventualmente, l’Amministratore di Sistema. Anche questi dati, se previsto, devono essere inclusi nell’informativa.

Sanzioni

Le sanzioni sono molto gravose, in particolare per le start-up. Possono variare fra i 20.000 e i 120.000 Euro.

Il provvedimento potrà inoltre essere pubblicato, con conseguente danno d’immagine per l’azienda coinvolta. Nel caso di utilizzo di dati o atti falsi, vi è inoltre il rischio di sanzione penale (reclusione da sei mesi a tre anni).

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